Chi c'è dietro TEDxPisa
Dietro TEDxPisa c’è LuMe, un’associazione di promozione culturale. Nessun ufficio, nessuno stipendio: una ventina di persone che si dividono in gruppi di lavoro. Chi cura gli speaker, chi i partner, chi la comunicazione, chi i workshop, e si trovano nel tempo libero, per mesi.
Funziona così: ogni proposta si porta al tavolo, si mette ai voti, si smonta a vicenda. A volte litighiamo. Quasi sempre impariamo facendo.
C’è una porta che ogni anno gira nei due sensi. Da una parte una laurea, un trasloco, una vita che chiama altrove; dall’altra facce nuove, che sbagliano le prime volte e poi provano qualcosa che a noi non era ancora venuto in mente. Il gruppo cambia, il nucleo resta: c’è chi è qui dalla prima edizione, quando avevamo un altro nome. Questa è la sesta. E il meglio deve ancora venire!


Il patto
Potremmo scrivere qui le solite parole sui valori e sulle scelte che facciamo ogni anno. Ma preferiamo farti una promessa e chiederti qualcosa in cambio.
Noi promettiamo che ogni intervento è stato scelto, discusso e provato per mesi prima di arrivare a te, che chi parla sia una persona famosa o al primo palco della sua vita.
Che con i soldi facciamo una cosa sola: li rimettiamo nella giornata. Nessuno paga per salire sul palco, nessuno ci paga per fartelo ascoltare. Quello che i partner investono lo ritrovi sul palco, nella sala, nelle cose che senti e tocchi. Siamo un’associazione no profit, nessun margine, si riparte da zero ogni anno. Ed è per questo che ogni edizione deve valere da sola. E che se qualcosa non funziona, l’anno dopo cambia.
A te chiediamo una cosa sola: arrivare con una domanda e non con un’opinione assoluta. Il resto, come per esempio sederti accanto a chi non conosci, sentire cose su cui non sei d’accordo, tornare a casa con più dubbi di prima, quello succede da solo.
Cosa abbiamo fatto per costruire un evento accessibile
L’accessibilità da noi non è arrivata tutta insieme. È cresciuta un’edizione alla volta, spesso perché qualcuno ci ha detto cosa mancava, e l’anno dopo c’era.
Alcune barriere si vedono, uno scalino, una porta stretta. Per quelle c’è la scelta del luogo: il Pala Todisco non ha barriere architettoniche, ed è anche per questo che l’abbiamo scelto.
Altre barriere non si vedono. Una giornata intera parlata è un muro, se non la puoi sentire: l’interpretariato in LIS, la Lingua dei Segni Italiana, serve ad abbattere quello. E una giornata intera tra workshop e talk è tanta per alcune persone, troppa: la stanza tranquilla è nata così, un posto dove staccare senza dover andare via.
I bagni non sono divisi per genere.
E poi c’è la barriera di cui si parla meno: il costo. Per questa ci sono i 100 biglietti ad accesso libero, che da quest’edizione assegniamo direttamente alle realtà del territorio: associazioni studentesche, enti del terzo settore, organizzazioni solidali che li fanno arrivare a chi altrimenti rischia l’esclusione sociale.
Non consideriamo finito questo elenco. Se hai un’esigenza che qui non trovi, scrivici: pisa.tedx@gmail.com. È già successo che una mail sia diventata una cosa che ora c’è.
